La GRAVIDANZA (intervento definitivo)
Nei n
ostri controlli periodici in allevamento viene verificato anche la eventuale gravidanza delle femmine di cincillà. Noi utilizziamo sistemi professionali e metodici, ma chiunque potrebbe pesare le proprie cincilla periodicamente e seguendo la nostra TABELLA pubblicata in questo sito sotto la voce "Calendario Gestazione" magari scoprendo che presto si potrà assistere al parto della propria cincillà.
A vista la pancia della femmina di cincillà gravida sarà più ampia soprattutto nei fianchi e quando i feti saranno ben formati e toccandola lievemente (mi raccomando con estrema delicatezza) si potranno sentire piccole protuberanze dure che sono le ossa anzi a volte si potranno sentirli scalciare.
Di solito la femmina gravida si mostra più calma del solito e più a suo agio se la prendete in braccio e la accarezzate tra le zampe posteriori sopra l'addome di soli essa prenderà una posizione accovacciata.
Tutto questo fatelo solo con estrema delicatezza. Sono sensazioni meravigliose sentire la VITA dentro la vostra cincillà, ma va fatto con estrema cautela e delicatezza.
Per ottenere cucciolate in salute è necessario tenere comportamenti corretti verso la cincillà incinta. Il maschio non da fastidio, ma la femmina in caso di assenza non sentirebbe assolutamente la mancanza del proprio compagno. La cincillà incinta ha bisogno di ambiente molto pulito e di un apporto extra di cibo, acqua fresca e di un nutrimento adeguato per far crescere i cuccioli in addome e anche dopo il parto. Noi per questo motivo utilizziamo un mangime appositamente studiato che aiuta tantissimo nella crescita dei feti e da il giusto apporto nutritivo ai cuccioli attraverso il latte prima e subito dopo la nascita che i piccoli a pochi giorni di vita già iniziano a spiluccare i primi pellet del mangime.
Mamma cincilla partorisce quasi sempre al mattino, quindi se ci sono sospetti consigliamo di dar una controllata ogni mattino fino al lieto evento. Quando troviamo una femmina di cincillà in allevamento che sta partorendo la teniamo d'occhio tutto il tempo e soprattutto se è al primo parto.
Ogni femmina è diversa dalle altre e ogni parto ha una storia a se, ma solitamente i cuccioli nasciono un quarto d'ora l'uno dall'altro (nel caso di parto con più di un cucciolo nato).
Nel 99% delle nascite tutto procede normalmente da se, senza che sia necessario alcun intervento da parte nostra. Ma se accade di vedere la femmina con le doglie per oltre una o due ore senza che avviane nulla è opportuno intervenire. Potrebbe essere avvenuto che si siano incastrata una zampina posteriore del piccolo proprio all'imbocco vaginale (si può vedere molto bene in questo caso soprattutto notando fuori una zampa e/o la coda). Succede che di solito l'altra zampa che non si vede sia intrappolata nell'apertura impedendone la nascita. Ci sono in questo caso dei movimenti che solo persona esperta come un veterinario può fare per disincastrare la zampa e aiutare la nascita del piccolo. In azienda noi siamo preparati a interventi di primo soccorso, ma non possiamo consigliare altro ai nostri lettori che rivolgersi a un veterinario disponibile al pronto soccorso. Ripetiamo che stiamo trattando di casi rari di parti che riguardano meno dell'1% dei casi e quindi non vogliamo creare allarmismi inutili.
Questo spiega il motivo per cui sia pur in casi rari un piccolo può nascere con delle ferite alla coda oppure alla zampa. La mamma per farlo venir fuori se incastrato è costretta a rosicchiare o a strappare il piccolo dalla coda o dalla zampa dove quindi meglio riesce a far presa nel tentativo di espellere il cucciolo.
Nei casi in cui invece il travaglio è lungo e non si vede nessuna parte del corpo del piccolo, riteniamo utile, durante l'attesa della venuta del veterinario, tirar fuori dalla gabbia mamma cincillà e lasciarla libera di correre nella stanza (sempre sotto sorveglianza), a volte un po' di esercizio può stimolare la nascita.
Soprattutto nei mesi freddi, se trovate un cucciolo appena nato che sembra morto, non datelo subito per spacciato, talvolta è solo freddo. Provate a riscaldarlo (non arrostirlo). I metodi visti in altri allevamenti sono tanti: immersione fino dal collo in giù in acqua calda massaggiando delicatamente la cassa toracica per far ripartire il cuore nel caso abbia cessato da poco di battere, se si rianima viene asciugato e messo al caldo in una scatola irradiata da una lampadina (ne troppo vicino per evitare di cuocerlo, ne lontano se no torna in assideramento), in altri allevamenti abbiamo visto usare cuscini termici regolati a calora molto basso oppure messo su una borsa dell'acqua calda della nonna.
Per fortuna anche qui i casi rari ma il motivo è che i piccoli vengono abbandonati dalle femmine di solito primipare che hanno cucciolate numerose e che quindi abbandonano il primo nato per dedicarsi alle successive operazioni di parto. Il piccolo nasce tutto bagnato e se abbandonato e se l'ambiente esterno è freddo va incontro rapidamente a ipotermia.
Quando la madre ha espulso la placenta ed i piccoli si saranno completamente asciugati, noi li controlliamo uno per uno per sesso e condizioni generali seguendo delle nostre procedure standard. Consigliamo anche ai lettore di far lo stesso almeno controllare lo stato generale e pesarli se possibile.
Nelle filiate molto numerose i piccoli al momento di bere il latte della mamma a volte litigano per antagonismo istintivo (pensiamo che sia madre natura a volerlo, che preferisce far sopravvivere i più forti). Anche in questo caso abbiamo osservato diversi allevamenti europei e sudamerica e abbiam visto che alcuni curano far manicur e pedicur ai piccoli alle unghia per evitare che si feriscano tra loro e soprattutto le mammelle della madre che andrebbe incontro a gravi infezioni e alla perdita del latte.
Noi riteniamo che sia una tecnica antica e inutile poichè i piccoli se feriscono lo fanno solo attraverso i loro incisivi aguzzi e affilati. Nelle nidiate numerose come procedura basilare noi recidiamo gli incisivi ai piccoli subito alla nascita. Di solito difficilmente i piccoli di una nidiata numerosa si azzuffano ma per motivi precauzionali recidiamo sempre a tutte le nidiate numerose, tanto male non fa e in una settimana gli incisivi tornano esattamente come prima, ma ormai i cuccioli mangiano già anche il nostro mangime che tra l'altro contiene latte (precisiamo non siero di latte, ma latte) nelle giuste dosi in modo che se anche c'è piccola mancanza da parte di mamma cincillà nelle poppate, i cuccioli reintegrano nel mangime.
Raccomandiamo invece ai nostri lettori meno esperti di non toccare i denti se non necessario e per qualsiasi inconveniente di consultare sempre un veterinario.
Una volta che avete osservato i cuccioli e che avrete dato alla madre una generosa palettata di trucioli freschi come fondo, potete reintrodurre i cuccioli con la madre e inserire nella gabbia un rifugio o una tana per i piccoli. Noi utilizziamo dei tubi di circa 4 cm di diametro dove solo i piccoli possano ripararsi evitando che possano entrare i genitori evitando rischi di schiacciamento.
Teorie discordanti dicono che per due settimane dopo il parto non deve essere dato il bagno di sabbia a mamma cincillà ne ai cuccioli per evitare pericoli di infezioni agli occhi o all'utero della mamma. Non siamo daccordo con questa teoria, semplicemente evitiamo il bagno di sabbia per uno o due giorni dopo il parto per evitare che si attacchino sporcizie sulla vulva aperta della femmina.
Meglio osservare i cuccioli per i primi 4 o 5 giorni di vita per essere certi che ricevano abbastanza latte. Un modo semplice per effettuare questa osservazione è quello di verificare come si muovono: devono avere occhietti vispi e muoversi velocemente nella gabbia. Se se ne stanno accovacciati con gli occhi socchiusi rinunciando a muoversi è possibile che non ricevano abbastanza latte.
Controllate non solo che i cuccioli si distendano sotto la madre di solito a pancia in su che vuol dire che stanno allattando, ma controllate anche che assumano latte. Se avete il sospetto che qualcuno non abbia abbastanza latte, prendetelo e tastategli la pancia semplicemente sollevandolo da terra con un dito, la sensazione che la pancia sia dura e non soffice e piena come se avesse un chicco di uva dentro è ottimo segno per il piccolo.
Caso contrario si può ricorrere all'allattamento artificiale oppure alla adozione. Per l'allattamento artificiale ci sono idee discordanti riguardo la formulazione della miscela da somministrare attraverso un contagocce o una siringa molto piccola. Viene raccomandato da alcuni latte di capra che più si avvicina a quello naturale di mamma cincillà, altri vecchi allevatori semplicemente usano una miscela con latte evaporato (latte condensato).
Onde evitare ogni polemica, noi possiamo solo consigliare di rivolgersi al proprio veterinario di fiduce che indicherà il miglior modo per allattare artificialmente il piccolo. L'allattamento va praticato 3 o 4 volte al giorno e bisogna fare attenzione ad andare lentamente e con pazienza lasciando che sia il cucciolo a leccare e succhiare dal beccuccio del contagocce.
Ricordate in ogni caso che la miscela va intiepidita e va provata all'interno del polso per verificarne la
temperatura. Non forzate l'allattamento poichè il piccolo
potrebbe "strozzarsi" e parte del liquido potrebbe finire nei polmoni peggiorando la situazione. All'inizio potrebbe bastare un contagocce o anche solo metà, aumentando molto gradualmente la quantità, alimentando il cucciolo ogni circa 3 ore. Talvolta è sufficiente fare questa operazione solo per pochissimi giorni fino a rimetterlo in sesto, che se prende alla mamma un po' di latte e poi spilucca del buon mangime il piccolo potrà autoalimentarsi.
A circa 50 giorni di vita i piccoli potranno essere pesati e se raggiungono i 180 grammi potranno essere separati dalla mamma senza alcun pericolo. Se invece non è stato raggiunto almeno questo peso ritardate lo svezzamento. Da questo momento i cuccioli potranno ricevere la stessa dieta dei cincillà adulti, ma vanno ancora controllati attentamente per altre 2 settimane per assicurarsi che assumano adeguata quantità di cibo che li faccia crescere e la giusta quantità di acqua di bevanda.
Quando i cuccioli saranno stati svezzati, nel caso il papà è stato allontanato allora potrà essere riunito alla mamma cincilla. Però se notate che la fattrice ha ancora latte, sarà bene rimettere per qualche tempo il cucciolo alla propria mamma per un'ora al giorno fino a che il latte va via da solo.
Ci vuol più a dirlo che a farlo, non è molto lavoro credeteci!
