Il Cincillà Brevicaudata        brevis

 

     Monogamo, scarsamente prolifico e non facile da allevare per tutti,, il cincillà brevicaudata è allevato principalmente nei paesi del Sud America.

     Un breve profilo del brevicaudata. Esso si distingue agevolmente dal lanigera  principalmente per la maggior mole (il peso medio oscilla da 700 a 800 grammi di media) e per la corta coda che non supera i 9-10 centimetri.

     E' strettamente monogamo. Ci sono stati vari tentativi di allevarlo in poligamia, ma senza buoni esiti: anche se le pareti delle gabbie erano accuratamente schermate, le femmine, dotate  come tutti i cincillà di olfatto esagerato, avvertono subito che il maschio ha visitato un'altra partner, e li perseguitano con accanimento. Questo ha fatto si che gli allevamenti si siano sviluppati solo in gabbie a coppie.       foto brevicaudata

    Da dati raccolti negli allevamenti sudamericani e a me riportati durante una visita negli allevamenti del Paese la gestazione del Brevicaudata ha durata di 128 giorni contro i 111 del cincillà Lanigera. 

    A parere degli allevatori sudamericani il Brevicaudata accetta sia la razione di cibo secco come il pellet e fieno, sia quella mista (pellet e vegetali freschi).

    Sempre da racconti degli allevatori del loco le femmine sono feconde non prima dell'anno di vita ed è poco prolifica,  di solito con un solo cucciolo per parto e tra una gestazione e l'altra pare passino lunghi periodi.  Sono stati effettuati varie prove di diversa natura per facilitare il calore della femmina di Brevicaudata, ma nessuna ha portato a un successo.

  Per fortuna il manto del Brevicaudata si è prestato poco all'industria della pelliccieria. E' vero che il pelo del Brevicaudata è assai più folto e lungo del lanigera che sul dorso ha circa 2,5 cm di lunghezza contro i 3-3,5 cm del brevicaudata, ma il mantello del Brevicaudata risulta opaco, mancando di quei riflessi grigio argentei sfumati tipico del  cincillà lanigera.

 

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     Incroci tra Brevicaudata e Lanigera hanno dato soggetti che rispetto al secondo avevano maggior mole con orecchie e coda corta (tipiche del brevicaudata), ma che avevano anche opacità del mantello che lo rendevano, per fortuna, inutilizzabile nel campo della pelllicceria. Elevato inoltre, nella prole il numero dei maschi (80%) rispetto alle femmine. La stragrande maggioranza di questi maschi (anche pure il 95% circa)  risultavano sterili. 

     Oggi ancora il cincillà Brevicaudata viene allevato in stretta monogamia (a coppie) nei Paese Sud-Americani ad altitudini comprese di solito tra i 2000 e 2500 metri di altitudine.

 Ancora noti impianti di allevamento di rilievo come quellao di Atahualpa (dove pare ci siano circa poco oltre i mille esemplari allevati) ubicato nel Dipartimento di El Loa in Cile e tempo fa diretto dal Dott. Eugenio Hernandez dell'Istituto di Igiene e Incremento della Produzione Animale dell'Università di Santiago. Altro allevamento imponente situato a circa 4000 metri di altezza (a clima secco) è quello di Abra Pampa, provincia di Jujui in Argentina.

     Questi allevamenti sono incoraggiati da gestioni governative a scopo di studi, ma la qualità del manto del Brevicaudata e la sua poca prolificità li ha risparmiati dal mercato della pellecceria e stilisti europei e nord americani rendendoli non gradevoli al target della moda e poco economici per via delle poche nascite.

 

     Difficile, ma sarebbe bello un giorno riuscire a importare in Italia alcuni degli esemplari cileni, simili di mole a quella del gatto o del coniglio adulto non nano.

 

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  Altipiani delle Ande, habitat del cincillà

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