Una delle cose più brutte caratteristiche da vedere in un cincillà tenuto in casa è la tricofagia o rosicchiamento del proprio pelo, proprio come vedere nella immagine accanto.

Il sintomo è molto facile da riconoscere: il cincillà mostra delle irregolarità nella pelliccia, che diventa in alcuni punti scura, e si vede il perlo nelle punte estreme rosicchiato o comunque maltrattato dal cincillà stesso o dai compagni di gabbia.

Quali sono le cause?

Può essere supposto nella sistemazione di più giovani animali nella stessa gabbia, cosa che può causare controverse soprattutto al momento della somministrazione dell'alimento quotidiano. In questo caso aiuta molto sistemare i giovani animali in numero molto minore per ogni gabbia.

Questo di solito è il problema che si trova avanti chi ha coppie di cincillà molto prolifiche.

Ma la tricofagia può essere causata anche da fattori esterni e in questo caso si possono adottare misure per aiutare a migliorare lo stato della pelliccia del cincillà. A volte l'anmale non ha abbastanza spazio per il movimento, oppure forse durante il giorno non c'è la giusta quiete, così che continui disturbi acustici nelle ore di sonno del pallino di pelo producono nervosismo e stress. Anche il carattere nervoso dell'animale o la paura di altri animali che non sono abituati a vedere può essere la causa predisponente. Anche i rumori acuti ed improvvisi terrorizzano gli animali.

Raccontano esperienze di vecchi allevatori che anche in estate un temporale improvviso con tuoni particolarmente forti fa sì che il giorno dopo si possono trovare in allevamento, sia pur in piccole quantità, cincillà con il pelo rosicchiato.

Sempre i vecchi allevatori hanno avuto esperienza che attacchi da micosi hanno prodotto tal nervosismo in allevamento da portarli a rodersi il proprio pelo (esattamente come gli umani si rosicchiano le proprie unghie per il nervoso). E' spesso menzionata dai vecchi allevatori esperti l'umidità come fattore predisponente.

Anche una errata alimentazione può portare alla tricofagia, e contro ciò è sufficiente alimentare i cincillà regolarmente possibilmente alla stessa ora e soprattutto il rifornimento di fieno che li tiene soprattutto molto occupati.

Alcuni alllevatori veterani dicono che la tricofagia è predisposizione ereditaria.


Cosa si può fare?

Tra le cure è stato provato a inserire i cincillà colpiti dalla tricofagia in gabbioni enormi o parchetti dovutamente recintati e il risultati medi sono stati che la tricofagia spariva su circa il 60% degli animali sotto studio. Ma gli stessi animali ricollocati nelle gabbie di origine tornavano a rosicchiarsi il pelo come all'inizio dell'esperimento.

  E' stato anche provato una "terapia dell'occupazione" che consiste nel riempire l'intera gabbia con fieno e rametti di salice o alberi da frutto o nocciolo (attenzione che non abbiamo subito trattamenti chimici) e lasciare che i cincillà li rosicchino. E lo faranno con molta voracità e velocità. Ma tempo alcuni giorni i cincillà stufi degli stessi "giochini" lasceranno perdere e torneranno a rosicchiarsi il proprio pelo. Quindi anche la terapia dell'occupazione non frequentemente variata non ha portato a risultati sperati.

 

Molti anni fa quanto si era agli arbori dell'allevamento del cincillà giravano ricette più strane per far guarire i cincillà dalla tricofagia. Ne elenchiamo qualcuno ma raccomandiamo i lettori di non provare tali soluzioni che sono il frutto dell'ignoranza nel settore e costumi di allevamento dell'epoca:

    qualche goccia di valeriana nell'acqua da bere ha portato a piccoli successo negli anni passati, poichè nei casi in cui lo stress era causato da insonnia per disturbi durante il sonno del pelosotto.
    nei grandi allevamenti è stato provato a lasciar appeso in gabbia una fetta di lardo. Ai tempi non veniva considerato che il cincillà è un erbivoro.
    sale da cucina nell'acqua da bere o sale grosso da far rosicchiare o leccare.

ANCORA RACCOMANDIAMO DI NON PROVARE ASSOLUTAMENTE TALI SOLUZIONI CHE SONO STATI ELENCATI SOLO A SCOPO STORICO!

La tricofagia può essere ereditaria? Molti pensano di no. Noi possiamo dire che i disturbi nervosi, l'inquietudine e la mancanza di adattabilità di determinati stirpe di allevamento sono certamente ereditate. Allora nostro consiglio soprattutto a chi alleva cincillà in gruppi o in varie coppie a scopo redditizio è di procurarsi cincillà calmi, così che la tricofagia possa essere eliminata ( se già presente in allevamento o in gabbia) o fortemente ridotta.

Aggiungiamo che a oggi ancora nessuno ha pubblicato osservazioni se tale fenomeno è condizionato dalla razza. Da sondaggi tra allevatori d'oltremare risulta che nel Brevicaudata il fenomeno è rarissimo rispetto al Costina.

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