ESPERIMENTO DI ALLEVAMENTO DI DUE GRUPPI DI CINCILLA' ALL'APERTO

 

Diverse volte si è scritto di volliere e gabbie per allevare cincillà all'aperto, magari in giardino, ma mai si è letto nulla di approfondito a proposito e chi ha fatto tentativi non ha riportato mai dati e esperienze scritte, per cui non si è mai saputo se l'allevamento all'aperto è andato a buon fine o meno.

Il nostro esperimento parte esattamente il 8 maggio 2012 grazie alla segnalazione di una nostra cliente assistita che ha diversi cincillà e che ci veniva a informare che per motivi personali era costretta a spostare fuori nel suo giardino i suoi sette cincillà abituati da anni dentro casa. 

Per motivi di privacy possiamo dire solo che la cliente si trova nel Centro Italia dove le temperature sia estive che invernali raggiungono delle stimabili punte massime e minime,

Venivano realizzate due voliere per i sette cincillà in una ci andranno in tre e nell'altra in quattro. Le due voliere non avevano nulla da invidiare dalla reggia che avevano prima i cinciolotti dentro casa.  A maggio 2012 i cincillà vengono tutti trasferiti nelle voliere in giardino.  Le voliere molto spaziose di cui non risparmieremo presto foto vengono collocate in luogo riparate dal sole e dal vento e sono provviste di una copertura solida che li ripara dalla pioggia.

Il problema che la ragazza ci poneva era che la temperatura stava innalzandosi lentamente, ma inesorabilmente e la paura delle calde giornate assolate dei prossimi mesi la preoccupavano terribilmente. Si era pensato all'inizio che riparando le voliere dal sole era sufficiente, ma non l'avanzare dell'estate ci si era accorti che non bastava assolutamente un posto in ombra.

Lei ci aveva parlato di una esperienza scritta sul forum "I Folletti delle Ande" di un membro che stava facendo prove, ma che aveva scritto le proprie esperienze fino al 2009 poi lasciando l'argomento. L'utente non era più rintracciabile per poter chiedere delle esperienze.  Noi non avevamo mai fatto tali esperimenti e non ne avevamo alcuna esperienza, ma si doveva far qualcosa. Sicuramente quando la temperatura ambientale esterna avrebbe superato i 30° Celtuis la vita dei cincillà sarebbe stato in pericolo soprattutto se tra questi ci fosse stata una qualche cincillà incinta. 

Mi sono ricordato di una visita negli allevamenti argentini di cincillà, dove gli allevatori riuniti in associazioni che conducono ricerche e altro, hanno sviluppato un sistema di areazione trattata per amministrare al meglio la temperatura nei ricoveri. Un po' tutti gli allevamenti sono provvisti di uno o più estrattori di aria (ventole che buttano fuori aria viziata) e il rientro dell'aria è trattata attraverso una tubazione che passa sottoterra per almeno 25 metri e che ha l'entrata dell'aria nuova dall'esterno. L'aria nuova rientra per depressione dentro l'imbocco esterno attraversando tutto il tubo interrato per almeno 25 metri raffreddandosi d'estate e in inverno riscaldandosi poichè a circa 1 metro sottoterra la temperatura è costante tra i 15 e 18° C. Quindi quando fuori è 5° si riscalda un po' mentre quando fuori è 35° si raffresca di circa 9-10° C.

Mi sono ispirato a questa idea e sviluppata in modo diverso. Ho chiesto alla ragazza delle due voliere di far creare delle piccole caverne o tane interrate. La condizione era che il tutto doveva essere monitorato spessissimo poichè nessuno aveva esperienze a riguardo.

Per facilità di montaggio consigliai di utilizzare pozzetti in cememnto di almeno 40X40 cm ma meglio se 50X50 cm. I pozzetti sono facilmente ispezionabile tramite una botola posta in alto e questo era un grande vantaggio per noi, ma soprattutto oltre che per le ispezioni anche per la pulizia. Un breve tubo che dal fondo della voliera portava alla "tana" doveva essere aggiunto e tutto a prova di rosicchio poichè se i cincillà fossero fuggiti in giardino avrebbero rischiato di essere preda di felini o cani o del caldo infernale che avanzava.

Qui le foto appena montata la voliera di destra con già i cionciotti dentro con mangiatoia a tramoggia beverino capiente e alcuni intrattenimenti dentro:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     

      E qui di seguito la voliera di sinistra dove alloggiavano gli altri quattro cincillà, notate oltre che i giochini e la ruota da fitness che la casetta dove si riparano è apribile e facilmente ispezionabile attraverso una grande porta:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Questa la situazione prima della nostra consultazione!  E sotto la come sono stati messi in opera i pozzetti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 Sopra gli imbocchi per entrare nei pozzetti esterni la gabbia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 I tubi passando gradualmente sottoterra entrano nei tombini. Notare l'interno dei tombini dove è stato spalmato del materiale isolante per preservare l'abitazione da infiltrazioni di umidità del terreno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Il 28 maggio 2012 durante la notte i sette cincillà esplorano i nuovi alloggi lasciando diversi ricordini come comprova delle visite, ma diversamente da quanto ci aspettavamo tutti non vi stazionano, malgrado il caldo esterno.

Mio pensiero era capire cose avveniva nei tombini malgrado freschi risperto all'ambiente esterno. Avevamo pensato a un ricambio di aria insufficiente, che poteva avvenire solo attraverso l'unico accesso alla "tana" (come si vede anche nelle foto). Ma creare un secondo foro per facilitare il ricambio d'aria avrebbe solo fatto si che entrasse aria calda esterna in maggior quantità tale da riscaldare quel minuscolo ambiente interno.

Chiediamo e iniziano i monitoraggi della ragazza che già solo inserendo la mano nei tombini ci assicurava che erano più che freschi (la temperatura esterna in quei giorni oscillava tra i 30 e 33° C. durante le ore diurne). Inseriti una serie di diversi termometri ambientali per rilevare le temperature massime e minime dei tombini, ogni volta venivano poi distrutti dai pelosoni curiosi, si iniziavano a rilevare e annotare le temperature delle tane.

     Il 3 giugno 2012 alle ore 11,30 la temperatura esterna era 31° C. dentro i tombini 21° C. Ma c'è da aggiungere che la repentina apertura delle botole dei pozzetti falsava la temperatura interna rilevata, sicuramente con un telemonitoraggio la temperatura interna sarebbe stata di qualche grado minore.

20 Giugno 2012 assicurati ormai dell'ottimo microclima ambientale all'interno delle due tane passiamo a verificare del comportamento dei cincillà rispetto la nuova situazione di allevamento.

Le voliere sono due e in una ci sono tre mentre nell'altra quattro cincillà. I tre cincillà ormai stazionano nella maggiorparte della giornata dentro il pozzetto tutti e tre assieme. Invece i quattro cincillà della seconda voliera entrano a turno nel tombino ci restano per un piccolo periodo e poi escono dirigendosi dentro il gabbione esattamente dentro la casetta di legno dove la temperatura è al massimo. 

La stessa situazione lo riportava un utente del nostro forum che aveva una voliera esterna ma non aveva pozzetti. Anche questo utente raccontava dei cincillà che si riparavano dentro la casetta di legno dove la temperatura era più alta rispetto a tutto il resto della gabbia.  Questa situazione era inspiegabile, la ragazza "invitava" spesso i quattro cincillà ostinati a entrare nella botola, ma dopo brevissimo tempo uscivano per tornare nella casetta bollente.

Questi episodi strani e a cui non riuscivamo a darci spiegazione intanto ci preoccupava perchè il caldo diventava sempre più insopportabile e la paura di vedere collassale i cincillà diventava sempre più reale. Chiedendo consigli a noi la ragazza intanto si attrezzava di tutto il necessario per il primo soccorso in cado caldo eccessivo e iniziale malessere dei cincillà, inseriva nel congelatore bottiglie di acqua, mattonelle e pezzi di marmo, così che sarebbero stati già pronti all'uso in caso di emergenza. Esaminava spesso tutti i cincillà a capire se c'erano sintomi di pre-allarme da colpo di calore.

Con l'aumentare del caldo e dopo ancora cinque giorni di attesa (era il 25 giugno 2012) i quattro cincillà iniziavano a fermarsi un po' più spesso nei tombini freschi rispetto la casetta di legno. 

Il 21 Luglio 2012 la temperatura esterna dalle ore 13,30 alle 15,00 raggiunge e resta sui 35° C. mentre nei tombini 25° C. 

Il comportamento di tutti i cincillà resta sempre anomalo secondo noi e ora in entrambe le gabbie. Anche nelle ore più calde del giorno di tanto in tanto un cincillà allla volta per tombino esce fuori affrontando il gran caldo andandosi a riposare nella casetta di legno che aveva la temperatura interna anche superiore rispetto all'ambiente esterno già di suo caldissimo.

Le teorie che andiamo a sviluppare sono diverse: l'istinto della territorialità in un ambiente così ristretto che potrebbe anche influire a farli uscire per evitare litigi.

Il 27 giugno 2012 scopriamo che non è così. 

 

 

Di seguito una panoramica delle voliere sempre prima di inserire le tane esterne:

 

 

 

 

 

 

 

 

Infatti il 27 Giugno 2012 la ragazza stanca di dover pulire i tombini troppo spesso, per via dello spazio angusto, decide di mettere sul fondo un comune pannolino che assorba la pipì e sopra il pannolino per evitare che ci siano a contatto i cincillà inserisce una grata di quelli utilizzate per il fondo delle gabbie di coniglio. Da quel momento tutti i cincillà entrano nelle tane e ci restano molto, ma molto più volentieri e a lungo. Tutto era, probabilmente, dovuto a un fatto di igiene che non rendeva fino a prima gradevola le tane ai cincillà. 

Ripartono subito i rilievi e finalmente con tutti i cincillà dentro i ricoveri interrati: ore 15,00 del 27 giugno 2012 esterno 30° C. interno con almeno due cincillà sempre fissi dentro  i pozzetti 21° C.

Il 23 Agosto 2012 il caldo è torrido ed è da suicidio prendere i rilievi in pieno giorno, quindi la ragazza prende le temperature la sera dopo cena 30° C. esterna (di sera) e la temperatura massima nei pozzetti ha raggiunto 26° C. (la massima). Controlliamo i siti web meteo e verifichiamo che la temperatura ha raggiunto in quel luogo i 38° C. I pozzetti interrati hanno risparmiato ben 12° di calore ai cincillà che ormai vivono tutto il giorno nei pozzetti e la sera escono giocando e saltando nei gabbioni. 

In questi giorni di Agosto la ragazza però ci ha informati di una cattiva notizia: una cincillà Black Velvet  sta male. La trova accasciata nel pozzetto. Portata di urgenza in clinica e curata in modo intensivo dopo tre giorni non ce la fa. In sede di autopsia vengono rinvenute grosse masse di aria nell'intestino tali che andavano a schiacciare perfino il fegato. La notizia che a noi allarmò era che la cincillà era anche fortemente costipata. Tutti i cincillà erano alimentati con prodotti La Plata e questo ci terrorizzò. Il decesso non era assolutamente dovuto al caldo anche se preceduto da convulsioni. Idea generale è un errore alimentare. Noi intanto blocchiamo l'utilizzo del lotto dei prodotti somministrati alla Black Velvet. 

Nel frattempo, come nostra consuetudine facciamo mille domande alla ragazza, perchè purtroppo l'assistito racconta quello che vuole che sia o dimentica a volte dei particolari importanti. Allora il metodo di chiedere la stessa cosa a breve distanza più volte fa sì che l'assistita dica una parola preziosissima per noi.

Un vero e proprio interrogatorio durato poco per fortuna di tutti. La ragazza aveva pensato di acquistare altri prodotti e accessori per i cincillà in petshop online e la ditta nel pacco dove tra l'altro c'era anche delle tane fatte di fieno pensò di far bene a inserire dei particolari snack di cosette miste.

La Black Velvet purtroppo più vorace e più ingorda fece diventare lo snack un vero e proprio pranzo cosa che le ha provocato un vero e proprio tappo irremovibile nell'intestino e tutte le fermentazioni hanno fatto gonfiare le viscere fino a causare quello che era avvenuto.

L'episodio fu drammatico per tutti, ma ne l'alimentazione nostra ne il caldo ne erano i responsabili. Tutti gli snack vanno dati con parsimonia sempre.

Continuammo con i rilievi e in più ci dammo una regola di somministrare nelle mangiatoie a tramoggia la quantità di pellet sufficiente che bastasse un giorno, si che il giorno seguente doveva restare nel fondo della tramoggia solo pochi chicchi di pellet. In questo modo si evitava di lasciare troppo a lungo il pellet al caldo e soprattutto se il caldo era anche umido. In questo modo si evitava qualsiasi forma di fermentazione al mangime. La precauzione era esagerata, ma ormai eravamo accorti a tutto. La responsabilità che ci avevano investiti era tanta. Le bottigliette che erano abbastanza capienti (diversamente si possono usare più bottigliette) venivano riempite con acqua minerale e cambiate ogni giorno oltre che sciacquate bene a fondo. La luce solare può facilitare l'insorgenza di alghe in acqua soprattutto se stagnante. Le alghe sono micidiali per i cincillà, perchè sono materiale fertile per la produzione di protozoi e batteri. Dopo questa spiegazione la ragazza ci riferì che utilizzava lo spazzolino per la pulizia delle bottigliette. Ormai esageravamo tutti.

 

 

 

 

   Foto di sopra si vedono bottiglia e mangiatoia a tramoggia.

 

 

 

 Foto sopra e seguenti si vede la modifica del fonto con pannolino e grata in pvc a prova di coniglio come riposatoio.

 

 

 

 

 

 

E con queste procedure, a parte il triste incidente che pare fu di natura alimentare,  i cincillà passarono tranquilli tutta la calda estate, e vogliamo arrivare velocissimamente al 7 dicembre 2012 quando il vero primo freddo, quel giorno alle ore 23,30 il termometro esterno segnava 3° C. mentre nei tombini si rilevava 10°C. Il giorno dopo fuori c'è un panorama tutto brinato con 2°C. di temperatura (sicuramente la notte si è arrivati a 0°) nei tombini constatavamo 9°C.

Malgrado la bassa temperatura (di media sui 2-3°C.) i cincillà la sera  escono fuori dai tombini e si divertono saltando nelle voliere. Come avevamo già detto sopra, all'interno e su tutte le pareti dei tombini era stato spalmato del prodotto isolante idrorepellente (forse resina) che non permette di far entrare umidità dal terreno e questo fa si che all'interno delle tane si crei un microclima molto gradevole ai cincillà. 

Il problema principale in inverno è il fieno. Questo assorbe tutta l'umidità ambientale molto facilmente. La ragazza risolve subito questo inconveniente somministrando il fieno la sera dopo le ore 19,00 quando i cincillà sono svegli e attivi, in questo modo non si da tempo al fieno di ammorbidirsi e rovinarsi. Con il mangime usando sempre il metodo come in estate e le mangiatoie protettive a tramoggia non sorgono problemi: il mangime resta consistente e sempre appetitoso.

Tutti i cincillà vengono portati a visita veterinaria accurata e viene trovato un piccolo soffio al cuore alla cincillà più anziana (l'età purtroppo si fa sentire) malgrado lei è sempre bella vispa e vivace. 

Con l'inoltrarsi nel mese di dicembre l'umidità si fa sentire sempre più oltre che al freddo sempre più pungente e si decide di inserire dentro ogni tombino della paglia per procurare maggior conforto ai cincillà. Il mangime viene monitorato sempre più spesso per paura di inumidimento e inizi di fermentazioni, ma mai rilevato anomalie.

 

 

Curiosità: tra i due tombini a dicembre viene scovata la tana di un topolino!

Nel frattempo da dicembre le due voliere sono state schermate con il vetroresina per meglio ripararli dal freddo e dalle intemperie.

 

 

 

 

 

A Febbraio 2013 la temperatura esterna oscilla tra tra 1° e 0°C. dentro le voliere schermate pochissimo meno freddo e dentro i tombini mai sotto i 9°C. Quando il freddo è secco tutti i cincillà escono a saltellare tra i ripiani delle voliere, mentre quando umido se ne restano tutti e per tutto il tempo dentro le tane interrate: a dimostrare quanto i cincillà non apprezzino l'umidità.

A Febbraio la ragazza ci fa sapere che il pelo dei cincillà è mutato: molto più folto e molto più lungo anche i baffi e nella coda, ma addirittura i peli delle orecchie molto più lunghe.

A giugno 2013 i cincillà godono di ottima salute e ormai siamo tutti tranquilli e soprattutto abbiamo preso tutti i dati di questa nuova esperienza, nuova almeno per noi e sapppiamo che garantendo un rifugio sicuro anche piccolo i cincillà non sopravvivono ma vivono benissimo. Sappiamo anche con certezza che la cosa che li infastidisce è il freddo umido mentre col freddo secco stanno benissimo anche a temperature bassissime.

In questa esperienza lasciamo un caloroso saluto a Amy vinta dalla propria golosità e voracità!

 

 

Amy tre mesi prima di ingozzarsi di schifezze mischiate che le sono state fatali!

 

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